Cultura
Casperia, dove il mito sfiora le pietre antiche
Nelle pagine immortali dell’Eneide, Virgilio evoca le terre sabine e l’antica Casperia, posandola nel solco del mito e della memoria. È qui, tra colline che respirano quiete e vicoli che conservano il passo dei secoli, che storia e leggenda si intrecciano. Casperia non è soltanto un borgo: è un frammento di poesia, sospeso tra l’incanto del passato e la meraviglia di chi la scopre oggi.
Porta Santa Maria - Orologio
Porta Santa Maria - Orologio
Unica via d'ingresso che si apre a nord del borgo, è sormontata
dall'orologio che segna l'ora canonica medioevale, da una iscrizione
marmorea ottocentesca che celebra il Governatore
Suffraganeo della Sabina, Mons. Giovanni Battista Nardi,
nonché l'antica origine di Casperia.
Chiese
S. Giovanni Battista
Sulla sommità dell’antica Aspra sorge la chiesa parrocchiale dedicata a san Giovanni Battista. Restaurata ed ampliata nel 1515, presenta al suo interno diversi elementi in stile barocco dovuti alla ristrutturazione del 1791; mantiene l’originaria torre campanaria romanica del XIII secolo, con alcuni affreschi del XIV secolo; l’ultima loggia della torre campanaria è stata aggiunta nel 1934 per ospitare un serbatoio dell’acquedotto.
Nella chiesa, a tre navate, dietro l’altare maggiore fa da pala un dipinto su tavola (datato 1524) di Giacomo Santoro (detto Jacopo Siculo) raffigurante il Battesimo di Gesù e, nella predella sottostante, Gesù e gli apostoli. Su un altare della navata sinistra c’è un affresco del XVI secolo raffigurante la Madonna col Bambino, sant’Antonio Abate e san Giuseppe. Nella navata destra da notare una tela lunettata (in cui spicca la figura di san Martino) che fa da cornice ad un’edicola ove è posta una statua lignea di san Sebastiano, scolpita e dipinta nel XVII secolo. Nella chiesa è custodito anche il grande organo acquistato dalla comunità nel 1600 per celebrare il giubileo.
++ LA CHIESA E’ ATTUALMENTE INAGIBILE A SEGUITO DEL SISMA DEL CENTRO ITALIA DEL 2016 ++
SS. Annunziata
Con la sua imponente mole in cotto, la chiesa della Ss. Annunziata accoglie i visitatori nel piazzale Oddo Valeriani. Anche se il portale d’ingresso riporta la data del 1609, soltanto nel 1661 «la nuova chiesa dell’Annunziata è terminata. L’edificio è stato eretto a spese di Girolamo Saraceni ed è di bello aspetto e di buona e nobile architettura».
Essa è dotata di quattro altari, oltre che dell’altare maggiore sul quale si trova la bellissima tela dell’Annunciazione, capolavoro dall’audace cromatismo di Giovanni Battista Salvi detto Sassoferrato, ai lati del quale vi sono due colonne in marmo rosso di Cottanello. Pregevoli opere anche la cappella di san Francesco Saverio eretta dalla famiglia Senapi ed una tela del XVII secolo raffigurante la circoncisione di Gesù.
Ancora oggi gli abitanti la chiamano «chiesa nuova»
S. Maria in Legarano
Nell’antico abitato di Legarano, 3 km a nord del centro urbano, si trova la chiesa dedicata alla Natività della Beata Vergine Maria. Costruita in età altomedievale sui resti di una villa rustica di epoca romana, questa chiesa è stata la parrocchiale fino al 1409. Vi era annesso il convento dei gesuati, ordine soppresso nel 1668 da papa Clemente IX.
Si entra salendo una scalinata che porta ad un primo portale in pietra datato 1521, per poi attraversare un vialetto costeggiato da un bosso secolare. Nella lunetta del portale di accesso, da notare un’Annunciazione affrescata dai fratelli Lorenzo e Bartolomeo Torresani nel 1561, autori anche del Giudizio universale situato in una cappella sulla sinistra; a destra, invece, un coevo affresco anonimo dei santi Rocco e Sebastiano.
Questa chiesa a croce latina ha un’unica navata e racchiude notevoli opere d’arte. Nell’abside di sinistra c’è un affresco del Matrimonio di Maria e Giuseppe attribuito ad Alessandro Torresani, figlio di Lorenzo; nella nicchia della testata sinistra del transetto si trovano due statue in terracotta, raffiguranti la Madonna e san Giuseppe – superstiti di un presepe di fine XV secolo. Nell’abside centrale, dentro una nicchia, c’è una bella statua lignea policromata della Madonna col Bambino detta “Leva pene”, firmata dallo scultore Carlo l’Aquilano nel 1489; nel catino dell’abside maggiore due affreschi raffiguranti la Madonna col Bambino, mentre sulla volta sovrastante un affresco raffigurante Gesù in una mandorla di cherubini – entrambi del XV secolo. Nell’abside di destra c’è un crocifisso ligneo policromato. Due tavole coi santi Giovanni Battista e Sebastiano concepite nella scuola di Antoniazzo Romano (fine sec. XV inizio XVI) sono all’interno del reliquiario seicentesco incastonato nella parete sinistra. Sulla parete destra c’è una tela raffigurante Maria in tripudio e san Girolamo.
++ LA CHIESA E’ INAGIBILE A SEGUITO DEL SISMA DEL CENTRO ITALIA DEL 2016 ++
Madonna della Neve
Certamente risalente al periodo medievale, la chiesa della Madonna della Neve a Paranzano è stata ricostruita nel 1580 e restaurata nel 1652. Conserva cospicue pitture murali che adornano l’area del presbiterio. Eseguiti da un anonimo locale nel XVI secolo, raffigurano un ciclo iconografico frequente nelle pievanie legate al mondo rurale: sulla parete sinistra un grande affresco raffigurante sant’Antonio Abate; nell’abside, da sinistra verso destra, sono raffigurati san Sebastiano, santa Lucia, sant’Antonio da Padova, san Rocco, sant’Agata, sant’Ignazio di Loyola; nella nicchia centrale la Madonna col Bambino tra san Domenico e santa Caterina d’Alessandria.
Dagli abitanti è chiamata anche «Madonna delle Grazie», in ossequio ad un fatto miracoloso avvenuto nel 1647
SS. Salvatore
Sulle rovine del castrum Montis filiorum Ugonis, sulla cima di Montefiolo (il cui nome trae origine dalla volgarizzazione del nome del castello) sorge l’odierno convento delle suore oblate benedettine di Priscilla, fondato dai frati cappuccini nel 1558. Immerso in un bosco di lecci e con una pineta sul viale d’ingresso, è il luogo ideale per la meditazione.
Incorporata nel convento è la chiesa del Ss. Salvatore, documentata nel Regesto delle chiese della giurisdizione vescovile di Sabina redatto nel 1343. Al suo interno la pala d’altare di Girolamo Batacchioli (datata 1619) raffigurante san Francesco d’Assisi, san Bernardino da Siena, sant’Antonio da Padova, san Carlo Borromeo, l’arcangelo Michele, santa Caterina d’Alessandria, santa Maria Maddalena e santa Chiara; nella parte alta del quadro la Madonna Assunta in Cielo con le tre persone della Santissima Trinità ed angeli. Resti di affreschi dei fratelli Torresani sono ancora visibili lungo le pareti della navata.
Il convento ha ospitato san Felice da Cantalice.
S. Vito
La chiesetta di San Vito è un piccolo luogo di culto locale, tipico di molte frazioni rurali della Sabina.
Sassoferrato L’Annunciazione di Casperia
La città di Casperia, affacciata sui rilievi settentrionali della Sabina Tiberina, conserva un pregevole dipinto su tela raffigurante l’Annunciazione, che costituisce l’immagine principale dell’omonima chiesa fatta costruire nel Seicento da Girolamo Saraceni (1588-1649), noto argentiere attivo a Roma ma originario di tale località. Unanimemente accolta nel catalogo di Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato (1609-1685), l’opera rappresenta uno dei momenti più alti del linguaggio pittorico anticonvenzio- nale del maestro marchigiano, che tuttavia non ha goduto finora di uno studio approfondito. L’occasione del restauro effettuato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti, ha costituito un prezioso momento di riscoperta del dipinto a distanza di oltre sessant’anni dall’ultimo intervento conservativo promosso e diretto dalla storica dell’arte Luisa Mortari. Il presente volume, pertanto, intende approfondire alcuni aspetti inediti che riguardano la rete di relazioni e le dinamiche in cui nacquero i presupposti per la nascita della tela del Sassoferrato, facendo nuova luce sui materiali e sulle tecniche esecutive di quello che è giustamente considerato un capolavoro del “pittore senza tempo”.
Palazzo Forani
Costruito alla fine del XVI secolo dalla famiglia Bruschi, feudataria degli Orsini, il palazzo nasce come castello fortificato addossato alla cinta muraria del XIII secolo, della quale ingloba uno dei cinque torrioni.
Di forma rettangolare, si sviluppa su tre livelli e termina con una suggestiva torre medievale. Il seminterrato ospita antichi magazzini e cantine; il piano terra accoglie un elegante corridoio colonnato che attraversa l’intero edificio, il salone dei papier peint e la sala da pranzo; il primo piano, raggiungibile tramite uno scenografico scalone in pietra, ospita le camere e le raffinate sale “giapponese”, “della musica” e “dell’arpa”.
Con oltre cinquanta stanze, una cappella privata e numerosi ambienti di pregio, il palazzo conserva importanti testimonianze storiche, come i due orsi in pietra del portale, omaggio alla famiglia Orsini, e la celebre “Camera del Cardinale”, dedicata al Cardinale Corsini che vi soggiornò nel 1781.
Ristrutturato in stile Impero in epoca napoleonica e arricchito nei secoli da importanti famiglie nobiliari, il palazzo è oggi una dimora storica immersa nel verde, costantemente restaurata e adibita anche a casa vacanze, ideale per un soggiorno tra storia, arte e paesaggio.
Archivio storico
L’archivio storico di Casperia è uno dei più importanti del Lazio: vi sono conservati documenti riguardanti la vita della comunità asprese e di quelle limitrofe dal 950 al 1975. I fondi più importanti sono quello delle pergamene – ben 319, riguardanti il periodo che va dal 1099 al 1729; il fondo notarile con documenti datati tra il 1351 ed il 1860; l’archivio del comune comprendente documenti come libri del consiglio, registri vari del periodo comunale, la signoria Savelli, l’Antico Regime, il periodo francese e la Restaurazione; l’archivio giurisdizionale, con gli atti civili e quelli criminali. Degni di nota sono anche il fondo dell’archivio parrocchiale, l’archivio del Monte del Grano, dell’Ospedale civico e gli oltre mille volumi della biblioteca claustrale proveniente dal soppresso monastero dei Frati cappuccini di Montefiolo. Aspra era stata scelta quale sede per raccogliere i rogiti dei notai. L’archivio notarile, uno dei più antichi di tutta la provincia.
Parco di Montefiolo
Dove vidi mai io un panorama così superbamente bello, quale potei godere dall’alto del monte dei Cappuccini? Dinanzi a me il Soratte grandioso, e la valle del Tevere, i colli umbri, la Sabina, il Lazio, la Campagna romana: tutta questa regione, immersa nella porpora del tramonto, pareva un’apparizione fantastica. Sui monti vicini regnava una maestosa solitudine, rotta da cupi castelli e da città. Verso occidente, lontana molte miglia, si scopriva una piccola altura, presso la quale un’altra ne sorgeva a forma di cupola: monte Mario e la cupola di San Pietro. Ferdinand Gregorovius, 1861
Può essere considerato il “parco cittadino” di Casperia, distante solo 1,5 km dal paese. Ideale per la meditazione o più semplicemente per una bella passeggiata in compagnia del cane.
Oltre la classica pineta che si trova nella parte alta esposta ad ovest, percorrendo il sentiero di Montefiolo si attraversa un bosco di lecci popolato da tante piante della macchia mediterranea.
Sulla sommità del colle, a circa 400 metri di altitudine, si erge il convento costruito nel 1558 dai frati cappuccini, oggi custodito dalle suore benedettine di Priscilla, con la chiesa del Ss. Salvatore. A ridosso dell’ingresso svetta il terebinto monumentale.
Il nome del colle deriva dalla dicitura, così come riportato nelle pergamene medievali, castrum Montis filiorum Ugonis, essendo proprietari del castello i figli del conte Ugone, signore di diversi feudi in Sabina.
Chiesa di Santa Maria in Legarano
Il complesso dellla chiesa di Santa Maria in Legarano ospita un notevole affresco del Giudizio Universale, realizzato nel 1561 dai fratelli pittori veronesi Torresani.




































